IL CONTESTO E LE PROSPETTIVE OCCUPAZIONALI

Il tessuto socio-economico provinciale è costituito da tre settori di attività prevalenti:

  •         servizi;
  •         pesano, in termini di numero, le imprese commerciali: quelle che forniscono servizi di alloggio e di ristorazione; quelle che si occupano di servizi d’informazione e comunicazione, attività immobiliari, professionali, scientifiche e tecniche; noleggio, servizi di supporto e accelerazione d’impresa e agenzie di viaggio; quelle attive nel settore delle attività finanziarie e assicurative;
  •         industria;
  •         è sviluppata soprattutto l’attività delle costruzioni e della manutenzione navale (Fincantieri), della metalmeccanica (Wärtsilä), della torrefazione (Illycaffé) e dell’elettronica (Flextronix);
  •         terziario avanzato e ricerca;
  •         la provincia ospita l’Università degli Studi e centri di ricerca di eccellenza a vocazione internazionale (ICTP, SISSA, Area di Ricerca, Sincrotrone, ICGEB, ecc.), oltre ad aziende che sviluppano ricerca

(Telit, TBS Group e tutte le aziende con sede in Area di Ricerca);

  •         turismo;
  •         negli ultimi anni è in crescita, con un’offerta caratterizzata dalla combinazione di diversi elementi di attrazione (cultura, storia, ospitalità congressuale, enogastronomia, particolarità paesaggistiche).

Gli ultimi dati della Provincia sulle assunzioni, relativi al 2014, sono positivi: il settore industriale e dei servizi non commerciali, congruenti con gli indirizzi di studio dell’Istituto, hanno registrato un incremento nell’occupazione giovanile dai 16 ai 29 anni. Proprio i diplomati risultano la componente con il tasso di occupabilità più elevato.

Le figure maggiormente richieste sono quelle legate alle professioni qualificate dei servizi e, con una buona incidenza sul totale delle assunzioni, si sono evidenziate le professionalità tecniche e il gruppo degli artigiani e degli operai specializzati.Dalle proiezioni future del Ministero del Lavoro si profila una domanda in crescita sia nell’industria sia nei servizi, agevolata dal trend positivo della ripresa.

 

STORIA DELL’ISTITUTO

La storia del “Volta” si identifica con quella della città di Trieste fin dai secoli in cui la città faceva parte dell’Impero austro-ungarico.

Il Ministero dell’Istruzione istituì nel 1887 la Kaiserlich-Königliche Staatsgewerbeschule, ovvero “Scuola Triestina di disegno e d’istruzione Tecnica per Artieri” in Corsia Stadion, nell’edificio ex sede succursale di via Battisti. Tale scuola veniva incontro all’esigenza della classe industriale e mercantile triestina di fornire alle proprie maestranze specifiche abilità e competenze. La Scuola aveva tre indirizzi: costruzioni navali, edilizia e meccanica; tra i docenti figuravano i nomi dei più importanti architetti e pittori della Trieste di fine secolo: Lodovico Braidotti, Enrico Nordio, Eugenio Scomparini e Carlo Wostry.

Con il R.D. del 21 dicembre 1922 la scuola ebbe dal governo nazionale il titolo di Regio Istituto Industriale e nel 1924 venne riordinata quale Istituto Industriale con sezione per meccanici-elettricisti e per costruttori edili. Furono attivati Corsi speciali, fra i quali quello per macchinisti di motonavi.

Dal 1932 la scuola rientrò tra gli Istituti Tecnici Industriali e nel 1935 fu intitolata ad Alessandro Volta.

Nel 1972 ebbe la sua sede definitiva negli attuali edifici di via Monte Grappa; dall’anno scolastico 2009/10 ha smesso di fruire degli spazi delle due sedi succursali di via Battisti e di viale XX Settembre.

Nel 2013 l’edificio si è arricchito di un nuova ala con un Laboratorio di Fisica,  uno di Chimica e di Informatica dislocati su due piani per complessivi 1.200 metri quadrati. Detti laboratori sono dotati di moderne attrezzature e di aule didattiche a gradoni con apparecchiature tecnologiche di ultima generazione.Oggi il “Volta” continua il suo sviluppo per attrezzarsi e adeguarsi sul piano didattico alle trasformazioni tecnologiche e culturali, al fine di fornire al mondo del lavoro e alla città diplomati in grado di assolvere alle proprie mansioni con adeguata professionalità.

Dalla seconda metà degli anni Settanta è inoltre attivo presso l'Istituto il Laboratorio di Prove sui Materiali per l'edilizia.

Venne omologato con Decreto dell'allora Ministro dei Lavori Pubblici che permise ufficialmente l'emanazione di certificati di prova conto terzi. La struttura si pone come centro di sperimentazione e di controllo dei materiali impiegati dalle imprese di costruzione che operano soprattutto in ambito provinciale. Il Laboratorio è certificato ISO 9001 (Sistemi Gestione Qualità).

Attualmente la struttura che impegna quattro sperimentatori, due tecnici e personale amministrativo è diretta dal prof. ing. Paolo Marsi, docente di Discipline di Area meccanica presso lo stesso Istituto.

Ogni anno vengono eseguite diverse centinaia di prove principalmente su cubetti/carote in calcestruzzo, barre d'acciaio per cemento armato e su provette ricavate dai vari profili metallici commerciali. Accanto a queste che potremmo definire prove standard si eseguono altri rapporti di prova richiesti da operatori edili per casi specifici.

Il Laboratorio è inoltre associato agli altri Laboratori operanti negli Istituti Tecnici in un'associazione di recente costituzione (A.L.P.[1]).

 

PRIORITÀ, TRAGUARDI ED OBIETTIVI

La scuola, all'interno della società civile e nel rispetto della funzione primaria dei genitori, rappresenta lo spazio educativo comunitario più organico. L'istituzione scolastica costituisce uno spazio relazionale, nel quale alcuni soggetti concorrono alla costruzione di identità personali libere, consapevoli e responsabili, tramite una proposta culturale ricca di significati validi e condivisi, che si estende anche al di là dell’attività curricolare in senso stretto.

Il fine generale delle scuole di ogni ordine e grado è la formazione dell’uomo e del cittadino.

In particolare, in un Istituto Tecnico la qualificazione della funzione educativa e culturale sta nell'esigenza che a ciascuna disciplina del piano di studi sia data un'impostazione critica, riflessiva, consapevole. In tal modo, sul piano metodologico, si garantisce a tutti gli insegnamenti pari e alta qualità. L'offerta formativa è quindi finalizzata all’acquisizione di conoscenze, abilità e competenze tecnico-scientifiche, intrecciate a quelle umanistiche, che conducano ad una crescita umana e civile complessiva senza la quale ogni contenuto perderebbe di significato. Inoltre s’impegna a garantire la libertà di espressione degli studenti nell’ambito degli Organi Collegiali e come modalità di relazione interpersonale, in modo da guidare la crescita consapevole del cittadino portatore di diritti e di doveri.

Queste sono le prospettive educative che l’Istituto finora si è posto e che intende continuare a porsi per il prossimo triennio:

  •         favorire la formazione del cittadino nella prospettiva europea e mondiale;
  •         educare all'integrazione e al confronto multiculturale attraverso il rispetto della diversità;
  •         educare alla conoscenza dei diritti fondamentali dell'uomo e dei popoli;
  •         sviluppare e potenziare la capacità di informazione, partecipazione, progettazione;
  •         acquisire comportamenti relazionali, volti al recupero del disagio proprio e della classe;
  •         suscitare una motivazione seria e personale allo studio;
  •         sviluppare una partecipazione attiva alla vita scolastica;
  •         potenziare l'interesse ed il gusto per la lettura;
  •         sviluppare il senso critico e consolidare la capacità di guardare al mondo in modo problematico.

 

Oggi l’Istituto vuole preparare i cittadini del domani proponendo uno sviluppo armonico di competenze tecnico-scientifiche e personali, di cittadinanza attiva e democratica, nel rispetto nella legalità e  attraverso la valorizzazione dell'educazione interculturale e alla pace, il rispetto delle differenze e il dialogo tra le culture, il sostegno dell'assunzione di responsabilità.

La formazione proposta dall'istituto, che porta al DIPLOMA di PERITO, consente:

  •         l’accesso a tutte le facoltà universitarie;
  •         la frequenza a corsi post-diploma;
  •         l’esercizio di attività libero professionale  a seguito di tirocinio e di abilitazione;
  •         l’inserimento in aziende nei più svariati settori e impieghi;
  •         l'inserimento presso Uffici Tecnici di Enti Locali;
  •         l'insegnamento di materie tecnico-pratiche negli Istituti Tecnici e Professionali.

In particolare, i diplomati del “Volta”, trovano collocazione nella progettazione, produzione, gestione e manutenzione dei sistemi e degli impianti tecnologici.

 

Oltre a possedere una buona preparazione specifica e la capacità di adattarsi alle innovazioni tecnologiche, il perito è una figura professionale formata con competenze organizzative, in grado di svolgere mansioni che richiedono capacità di inserirsi nel mondo del lavoro di gruppo, di assumere compiti e di svolgerli in autonomia anche affrontando situazioni nuove, di accettare gli standard di relazione e di comunicazione richiesti dall’organizzazione in cui opera.

 

Nei percorsi degli istituti Tecnici del Settore Tecnologico lo studio delle tecnologie approfondisce i contenuti tecnici specifici degli indirizzi e sviluppa gli elementi metodologici e organizzativi che, gradualmente nel quinquennio, orientano alla visione sistemica delle filiere produttive e dei relativi segmenti. Viene così facilitata anche l’acquisizione di competenze imprenditoriali, che attengono alla gestione dei progetti, alla gestione di processi produttivi correlati a funzioni aziendali, all’applicazione delle normative nazionali e comunitarie, particolarmente nel campo della sicurezza e della salvaguardia dell’ambiente.Le discipline d’indirizzo sono presenti nel percorso fin dal primo biennio in funzione orientativa e concorrono a far acquisire agli studenti i risultati di apprendimento dell’obbligo di istruzione. Si sviluppano nel secondo biennio e poi nel quinto anno con gli approfondimenti specialistici che sosterranno gli studenti nelle loro scelte professionali e di studio.

 

 

LA FORMAZIONE POST-DIPLOMA

Il nostro Istituto è promotore di due percorsi formativi post diploma nel settore delle Nuove Tecnologie della Vita, al termine dei quali si consegue il “Diploma di Tecnico Superiore” con la certificazione delle competenze corrispondenti al V livello del Quadro europeo delle qualifiche – EQF.

Gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) sono «scuole di eccellenza ad alta specializzazione tecnologica» ideate per rispondere alla domanda delle imprese di nuove ed elevate competenze tecniche in aree tecnologiche definite a livello nazionale e considerate strategiche per lo sviluppo economico.

I due percorsi di studio attivati, di durata biennale, sono:

  •         Tecnico superiore per la gestione e manutenzione di apparecchiature biomediche, per la diagnostica per immagini e per le biotecnologie;
  •         Tecnico superiore per lo sviluppo e la gestione di sistemi e soluzioni di informatica medica e di bioinformatica.

 

Per l’attivazione di detti corsi è stata istituita la Fondazione “Alessandro Volta”. Le informazioni relative all’attività della Fondazione e all’organizzazione dei corsi sono reperibili all’indirizzo www.itsvolta.it.

L’Istituto partecipa agli Organi di gestione della Fondazione con la presenza del Dirigente Scolastico nella Giunta Esecutiva e nel Consiglio di Indirizzo e con tre docenti nel Comitato Tecnico Scientifico.

Alcuni insegnanti del nostro Istituto sono impegnati quali docenti dei corsi; parte delle lezioni vengono svolte nelle aule e nei laboratori del nostro Istituto.

 

L’Istituto partecipa anche alla definizione dei percorsi post diploma di Formazione Tecnica Superiore:

  •         nel settore della Meccanica e degli Impianti, capofila Enaip FVG;
  •         nel settore Cultura, Informazione e Tecnologie Informatiche, capofila l’ITS “Kennedy” di Pordenone;
  •         nel settore dell’Edilizia, capofila l’ITS “Pertini” di Pordenone.

 

L’Istituto aderisce inoltre alle seguenti iniziative:

  •         Rete provinciale Scuole Polo per la sicurezza nei luoghi di lavoro (con

funzione di capofila e cassiere);

  •         Rete Regionale Scuole Polo per la sicurezza nei luoghi di lavoro con funzione di capofila, cassiere e organizzatore del progetto “Costruire la coscienza sociale della sicurezza dei luoghi di lavoro attraverso la formazione dei lavoratori della scuola”. Nell’ambito di quest’iniziativa è stata predisposta una piattaforma di formazione a distanza che ad oggi ha permesso, in tre anni, la fruizione di più di 41.400  percorsi di formazione per i lavoratori delle scuole della Regione Friuli Venezia Giulia e di altre località italiane.
  •         Parte sistema bibliotecario nazionale SBN Biblioteche Nazionali: capofila l’Università di Trieste (con altre Istituzioni scolastiche enti della città e della regione);
  •         Rete di Scuole della provincia di Trieste per l’aggiornamento del personale ATA con funzione di capofila.

 

 

[1]Associazione Laboratori di Prova Materiali.


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