Momento essenziale del processo formativo è la valutazione, risultato di un procedimento continuo e coerente di accertamenti da parte dei docenti e di una sintesi collegiale, unitaria del Consiglio di classe il quale valuta, oltre al profitto, anche l’evoluzione complessiva della personalità dello studente. Di conseguenza si devono considerare:

  •         i livelli di partenza, il percorso compiuto dalla classe e dai singoli, coerentemente con gli obiettivi prefissati in ciascuna disciplina;
  •         l’intero spettro valutativo (nell’arco dall’1 al 10), non solo per evitare un appiattimento nell’assegnazione dei voti, ma perché un’eccessiva rigidità comprometterebbe la nuova realtà della Riforma, con l’istituzione del credito scolastico e dei nuovi meccanismi procedurali dell’Esame di Stato.

La corrispondenza tra i voti e i livelli di conoscenza e abilità che il Collegio dei Docenti ha deliberato è riportata nell'Appendice 2.  

Ogni docente comunicherà in modo dettagliato agli studenti i criteri adottati.Le verifiche scritte devono, di norma, essere calendarizzate con almeno cinque giorni di anticipo sul registro di classe e va esclusa più di una verifica sommativa (comprensiva cioè di più lezioni o moduli o unità didattiche) al giorno; l’oggetto della verifica deve essere reso chiaro ed esplicitato alla classe e la valutazione deve essere motivata. Devono ritenersi un’eccezione le simulazioni di terza prova dell’Esame si Stato

I docenti ai fini della valutazione potranno individuare delle strategie finalizzate a incentivare il recupero In considerazione del fatto che la terminologia del linguaggio valutativo deve essere strumento uniforme, onde evitare equivoci e sperequazioni nell’ambito dei consigli di classe, soprattutto in sede di scrutini finali, nella definizione della situazione generale dello studente viene precisato quanto segue:

  •                 si intendono con “insufficienze gravi” i voti 1, 2, 3, 4;
  •                 si intende con “insufficienza non grave” il voto 5;
  •                 si intende con “insufficienze diffuse” l’insufficienza, anche se non grave, in 3 o più materie.

 

Gli strumenti di verifica vanno considerati in funzione delle conoscenze e delle abilità necessarie all’acquisizione delle competenze e devono essere coerenti e funzionali a ciascuna disciplina. A questo proposito si intende sottolineare come, a differenza di conoscenze e di abilità, le competenze conseguite da un allievo non si possono valutare con un voto ma si certificano secondo dei livelli comunemente concordati. Le competenze acquisite costituiscono infatti quelle dinamiche che intrecciano conoscenze ed abilità alla personalità di chi apprende, alle sue esperienze personali e alle sue capacità intrinseche. L’individuo diventa competente quando riconosce le opportunità di gestire abilità e conoscenze anche in ambiti diversi da quello in cui le ha apprese, e sa spendersi con responsabilità ed autonomia, rendendosi così protagonista e padrone dei propri saperi. Si può ben comprendere dunque come, nel certificare queste caratteristiche non basti tener conto dei voti nelle varie discipline ma si debba fare attenzione a quegli aspetti comportamentali dell'allievo che dipendono dal suo carattere, dalle sue capacità personali e dal contesto in cui vive e in cui studia. Al momento l'unico documento ufficiale che le scuole hanno a disposizione per la certificazione di competenze è quello che viene rilasciato ad ogni allievo a sedici anni, ovvero il “Certificato delle Competenze di Base acquisite nell’assolvimento dell’obbligo di Istruzione”.

Il numero di prove per ogni materia dipenderà quindi in generale: dalla durata del periodo che si considera (primo quadrimestre settembre-dicembre e  secondo periodo gennaio-giugno), dal numero di ore settimanali della materia, dalla tipologia delle prove (solo orale, scritto-orale, orale-pratico, ...) e dalla complessità delle prove (in itinere o sommative).

 

Alla fine del primo periodo valutativo saranno attribuite le seguenti valutazioni:

  •                 Lingua e letteratura italiana: voto unico solo nel primo biennio; voto scritto e voto orale per il secondo biennio e il quinto anno;
  •                 voto pratico nelle discipline in cui è prevista la compresenza;
  •                 voto unico per le discipline teoriche (eliminando la distinzione tra voto orale e scritto/grafico);
  •                 tutte le altre discipline: orale.

 

Nel caso di voto unico i docenti sono comunque impegnati a sottoporre gli studenti ad un adeguato numero di prove scritte qualora la tipologia della disciplina e la previsione dell’Esame di Stato contempli questo tipo di prova. Per la disciplina di Lingua e letteratura italiana, per il primo biennio, dovranno essere svolte, nel corso del primo periodo di valutazione, almeno due prove scritte comuni alle classi prime o seconde e una prova orale.  

In ogni disciplina, ai fini dell’attribuzione di ciascuna valutazione, dovrà essere effettuato un congruo numero di prove, in accordo con quanto stabilito, all’interno dei Dipartimenti, nelle riunioni per Materia ed in linea con i criteri generali riportati nell’Appendice 3.  

 

METODI E STRUMENTI DIDATTICI  

Il Collegio dei Docenti, insieme ad ogni altra componente dell’Istituto, promuove le seguenti pratiche:

  •       verifiche scritte, orali, pratiche, grafiche, con test somministrati con una tempestività tale da comprovare che tutto ciò che è stato trattato sia stato compreso ed assimilato;
  •       letture diversificate (romanzi, giornali, riviste specializzate...);
  •       rapporti continui con i genitori, considerati i primi e principali responsabili dell'educazione dei figli, specialmente là dove si presentano problemi di condizionamento sociale, di personalità o comportamentali, sempre considerando che l'opera di sostegno dei docenti, pur nella sua importanza, non può e non deve sostituirsi a quella dei genitori stessi, né a quella di operatori con professionalità specifiche, a cui, eventualmente, i genitori e gli allievi stessi andranno indirizzati;
  •       uso della Biblioteca scolastica;
  •       ricerche dal vivo, non solo sui libri, ma anche su documenti diversificati per tipologia;
  •       lavoro sul testo, per l’elaborazione di schemi, anche per abituare gli studenti al lavoro di analisi e di sintesi;
  •       riunioni degli insegnanti delle discipline affini, per rendere omogenei programmi, verifiche e valutazioni;
  •       uso di mezzi audiovisivi ed informatici (videoregistratori, lavagne luminose, PC e relative periferiche), nonché della fotocopiatrice;
  •       attività pomeridiana di avviamento alla pratica sportiva, con l’effettuazione di campionati interni e la partecipazione ai Campionati studenteschi;
  •       partecipazione ad attività extracurricolari deliberate dai Consigli di classe;
  •       partecipazione a giochi e gare relativi a competenze disciplinari, quali ad esempio: Olimpiadi della Matematica, Fisica, Chimica, Scienze, Informatica, gara di Meccanica, di Elettronica, di Elettrotecnica, ecc.;
  •       partecipazione ad altre attività tendenti a migliorare la coscienza sociale e civile dei giovani (prevenzione delle dipendenze, educazione alla legalità, all’imprenditorialità, alla salute, all’ambiente, all’intercultura, alle lingue, al teatro, ecc.).

 

L’Istituto attua una durata delle unità orarie di 55 minuti; il tempo dei riposi è considerato a tutti gli effetti tempo scuola, in quanto i docenti sono a disposizione degli studenti per attività di sostegno didattico ed educativo.

 

ASSEGNAZIONE DEL VOTO DI COMPORTAMENTO

La vigente normativa (DPR 22 giugno 2009, n. 122, dettagliato nell'Appendice 4 ) prevede il voto di comportamento sia inteso come indicatore del progresso comportamentale, culturale e di partecipazione attiva e consapevole alla vita scolastica, con ripercussioni sulla valutazione globale degli studenti e quindi anche sulla promozione. Il Collegio dei Docenti ai fini di facilitare l’assegnazione del voto di comportamento e di uniformare le modalità della valutazione si è dotato dei criteri dettagliati nell'Appendice 5.  

 

SCRUTINI FINALI

Ottengono la promozione alla classe successiva gli allievi che abbiano ricevuto un voto non inferiore a 6/10 in ciascuna disciplina, compreso il voto di comportamento, e che abbiano frequentato non meno dei 3/4 delle ore di lezione, secondo quanto stabilito dall'art. 14 del DPR 122/09. La medesima norma stabilisce però che le istituzioni scolastiche possono concedere «motivate e straordinarie deroghe […] per assenze documentate e continuative, a condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati». Per la parte di sua competenza il Collegio dei Docenti ha stabilito di ritenere giustificate (dunque escluse dal computo per la validità dell’anno scolastico) le seguenti assenze:

  •         gravi motivi di salute;
  •         terapie e cure programmate;
  •         donazione di sangue;
  •         attività sportive organizzate da federazioni CONI;
  •         appartenenza a confessioni religiose diverse dalla cattolica;
  •         esami organizzati da conservatori e presso istituzioni culturali riconosciute;attività lavorative.

Qualora siano presenti giudizi di insufficienza il Consiglio di Classe, considerando la gravità e il numero delle carenze e tenendo conto non solo degli obiettivi disciplinari, ma anche di quelli cognitivi e comportamentali comuni a tutte le discipline, deciderà se sospendere il giudizio finale, subordinandolo all’esito di successive verifiche da effettuarsi prima dell'inizio del successivo anno scolastico, o se precludere all'allievo l'ammissione all'anno successivo.

 

RICONOSCIMENTO DEI CREDITI FORMATIVI E ASSEGNAZIONE DEL CREDITO SCOLASTICO

È compito del Consiglio di Classe riconoscere i crediti formativi  acquisiti dagli studenti in attività esterne alla scuola. Dette attività esterne dovranno rivestire carattere formativo e dovranno avere una durata minima di 20 ore. La richiesta di riconoscimento di detti crediti dovrà essere formalmente presentata dagli studenti al Dirigente Scolastico, unitamente alla relativa certificazione, entro la data del 15 maggio dell'anno di riferimento.

I criteri di assegnazione dei crediti scolastici rispetta le indicazioni fornite dal Decreto Legislativo n. 99 dd. 16 dicembre 2009.

Oltre ai crediti formativi esterni il Collegio dei Docenti riconosce, ai fini dell’attribuzione del credito scolastico, il valore dell’impegno profuso dagli allievi nelle attività proposte dalla scuola, tanto in termini quantitativi che qualitativi.

Il particolare impegno profuso dagli studenti durante le lezioni opzionali relative all’insegnamento della Religione Cattolica o all'attività alternativa, viene considerato ai fini dell’attribuzione del punteggio di credito e ciò alla stessa stregua delle altre attività educativo-didattiche.

 

Nel caso di promozione con voto di Consiglio, quando cioè un’insufficienza proposta dal docente della disciplina venga trasformato in una sufficienza per voto del Consiglio di Classe, verrà attribuito il punteggio minimo di fascia.

 

ATTIVITÀ DI SOSTEGNO E DI RECUPERO

Le attività di sostegno vengono avviate, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili e la disponibilità di docenti dell’organico del potenziamento, fin dalla fase iniziale dell’anno scolastico, da quando il consiglio di classe rileva le carenze dei singoli allievi e delibera le attività immediate volte al recupero precoce delle lacune riscontrate, prima che vada a definirsi l’insufficienza nella scheda di valutazione.

Il Collegio dei Docenti, che ritiene prioritario questo tipo d’intervento, dà mandato al Dirigente Scolastico di organizzare l’attivazione:

 

 

di sportelli didattici;

  •       di corsi di recupero in base alle seguenti priorità: 1) materie scientificotecnologiche del primo biennio, 2) materie di classe quinta , 3) materie tecniche di secondo biennio, 4) materie umanistiche;
  •       di corsi pomeridiani di guida allo studio, finalizzati a permettere agli studenti la fruizione degli spazi scolastici per lo studio pomeridiano, sotto il controllo e la guida di un docente;
  •       di corsi pomeridiani finalizzati all’acquisizione di un metodo di studio: detti corsi si intendono riservati agli studenti con DSA del primo biennio.

Allo scopo il Dirigente analizzerà le esigenze espresse dai Consigli di Classe e/o da singoli docenti.

Sono inoltre possibili altre forme di organizzazione dell'attività di sostegno, recupero e potenziamento che, su deliberazione del Consiglio di Classe, impegnino i ragazzi in orario scolastico.

Al termine degli scrutini del primo periodo i docenti che lo ritengano opportuno possono fermare il programma e provvedere ad un ripasso e/o ad un approfondimento generalizzato.

Al termine del primo e del secondo quadrimestre, compatibilmente con le risorse finanziarie e professionali disponibili, verranno attivati corsi di recupero pomeridiani per le discipline che, statisticamente e storicamente, creano le maggiori difficoltà agli studenti.

I corsi di recupero estivi verranno attivati nel periodo intercorrente tra la fine delle lezioni e l’avvio degli esami di Stato con eventuali sforamenti per i docenti impegnati in detti esami.

La normativa prevede che i corsi di recupero siano organizzati, in relazione alle risorse finanziarie disponibili, sulla base di una durata indicativa di quindici ore annue. Al proposito il Collegio dei Docenti, sempre facendo riferimento ai finanziamenti disponibili, ha ritenuto opportuno adottare i criteri riportati nell'Appendice 6.  

 

VERIFICHE FINALI CONSEGUENTI AD UNA SOSPENSIONE DELLA VALUTAZIONE NELLO SCRUTINIO DI GIUGNO

Le verifiche finali conseguenti ad una sospensione del giudizio nello scrutinio di giugno verranno così organizzate:

  •       periodo di effettuazione: ultima decade del mese di agosto;
  •       criteri di valutazione: come definiti sopra, alla voce La valutazione;
  •       tipologia della prova proposta: modalità delle prove saranno proposte dai singoli docenti in sede di scrutinio in base alle carenze rilevate; in linea di principio i docenti di una stessa disciplina concorderanno le stesse modalità di verifica.

Le sorveglianze durante le prove scritte saranno effettuate da almeno due docenti di cui almeno uno della classe interessata.

Le prove orali saranno sostenute dagli alunni davanti al docente della disciplina interessata e ad altri due docenti della propria classe.

 

UTILIZZAZIONE DEI LABORATORI E INTERNET

L’attività didattica svolta nei laboratori è una caratteristica propria degli Istituti Tecnologici che possono contare sulla presenza di insegnanti tecnico-pratici, che operando quasi sempre in compresenza con i docenti laureati permettono una preziosa integrazione delle conoscenze teoriche.

Un ruolo fondamentale per lo studio delle varie discipline tecnico-scientifiche, e non solo di queste, viene svolto dall'informatica e dall'uso delle nuove tecnologie informatiche.

L’Istituto è dotato di otto laboratori informatici, di un totale di più di 260 computer, di una rete interna, di un impianto wireless e di un sito web sul quale sono reperibili le informazioni essenziali e le notizie interne più aggiornate.

 

VISITE, VIAGGI DI ISTRUZIONE, SCAMBI CULTURALI, SETTIMANE ALTERNATIVE SULLA NEVE

Rientrano a pieno titolo nell’attività didattica esperienze maturate al di fuori dell’Istituto, presso realtà cittadine, regionali, nazionali o europee, che allarghino il piano delle esperienze e degli apprendimenti degli allievi e favoriscano i loro rapporti interpersonali.

In particolare potranno essere programmati dai relativi Consigli di Classe, compatibilmente con la disponibilità dei docenti:

viaggi in Italia, della durata di più giorni, al fine di promuovere negli alunni una migliore conoscenza del loro Paese nei suoi aspetti naturalistico, storico, culturale e folcloristico;

  •       viaggi per la partecipazione a concorsi che comportino spostamento in sede diversa da quella della scuola;
  •       viaggi all'estero, al fine di constatare la realtà sociale, economica, tecnologica, artistica di altri Paesi, con particolare riferimento a quelli europei;
  •       viaggi di perfezionamento di indirizzo, al fine di acquisire le esperienze tecnicoscientifiche, in attuazione e nel rispetto dei relativi programmi di insegnamento ed in vista di una sempre più efficace integrazione tra scuola e mondo del lavoro; riguardano, in via primaria, le visite (in Italia come all'estero) in aziende, unità di produzione o mostre, nonché la partecipazione a manifestazioni nelle quali gli studenti possono entrare in contatto con le realtà economiche e produttive attinenti ai rispettivi indirizzi di studio;
  •       viaggi finalizzati all'approfondimento della lingua inglese, al fine di consolidare la conoscenza della lingua e delle abilità comunicative ed al fine di promuovere, attraverso l'educazione interculturale, la conoscenza della civiltà e del patrimonio artistico del Paese ospitante (si veda il relativo Progetto - Appendice 11);
  •       visite guidate, con le stesse finalità del punto precedente, si effettuano, nell'arco di una sola giornata, presso complessi aziendali, mostre, monumenti, musei, gallerie, località di interesse storico-artistico, parchi naturali, ecc.; possono essere effettuate anche in comune diverso da quello in cui ha sede la scuola;
  •       viaggi connessi ad attività sportive, al fine di garantire agli alunni esperienze differenziate di vita, di attività sportiva, di educazione alla salute e di socializzazione, oltre che di acquisizione di cognizioni culturali integrative a quelle normalmente acquisite in classe;
  •       scambi culturali e gemellaggio con scuole di altri Stati, per constatare la realtà scolastica, lavorativa e sociale di altri Paesi;
  •       viaggi tematici per gruppi selezionati di studenti che aderiscano a progetti eventualmente promossi da soggetti istituzionali diversi dall'Istituto Scolastico ed approvati dai Consigli di Classe.

 

L’Istituto riconosce importanza prioritaria al viaggio di più giorni delle classi quinte.

La realizzazione delle visite e dei viaggi di istruzione è regolamentata dal Titolo VII, articoli dal 27 al 32, del Regolamento di Istituto.

In linea di principio, per contenere la spesa pubblica, quella dei singoli partecipanti ed ottimizzare la gestione delle risorse umane, anche in funzione delle necessità di sostituzione dei docenti accompagnatori, non verranno consentiti viaggi e visite di istruzione con singole classi, ritenendo minima la necessità di accorpare due classi per la stessa iniziativa.

Le mete, i percorsi, le motivazioni educative e didattiche relativi all’organizzazione delle visite e dei viaggi di istruzione vengono decisi dai Consigli delle Classi partecipanti in coerenza con i piani di lavoro dei rispettivi docenti.

Si ritiene che dette deliberazioni, che evidentemente andranno assunte anno per anno, costituiscano a tutti gli effetti parte integrante del presente Piano dell'Offerta Formativa.

 

LE USCITE DIDATTICHE

Il Collegio dei Docenti riconosce l’importanza delle uscite didattiche intese come opportunità di approfondimento dei temi della didattica, di conoscenza del territorio fisico e culturale, di interazione, anche educativa, con l’ambiente di appartenenza, di conoscenza della struttura produttiva e di erogazione dei servizi della città e della provincia. Durante l’anno scolastico saranno pertanto possibili uscite didattiche alle seguenti condizioni:

  •       autorizzazione scritta dei genitori degli studenti minorenni;
  •       informazione dei genitori degli studenti maggiorenni;
  •       utilizzazione di mezzi di trasporto pubblici o trasferimento a piedi;
  •       uscita nel territorio della Provincia di Trieste;
  •       uscita in orario curricolare;
  •       approvazione del Consiglio di Classe o, nel caso in cui i tempi eccessivamente ristretti intercorrenti tra la pianificazione e la realizzazione dell’uscita non permettessero la consultazione di detto organo collegiale, il consenso scritto di tutti i docenti impegnati nella mattinata interessata nella classe;

autorizzazione del Dirigente Scolastico.

 

Nel caso in cui l'attività connessa con l’uscita didattica (ad esempio visite ad aziende) si protraesse per l’intera mattinata, le lezioni potranno iniziare e terminare preso la sede della visita stessa.

 

L’ORIENTAMENTO

L’Istituto è attivamente impegnato nell’orientamento degli studenti, innanzi tutto in entrata con gli alunni delle classi terze della Scuola secondaria di primo grado secondo le seguenti modalità:

  •           adesione alle manifestazioni provinciali di orientamento;
  •           apertura della scuola, ai genitori e agli allievi che si devono iscrivere alla classe prima, in due pomeriggi, uno a dicembre e uno a gennaio;
  •           incontri di presentazione dell’Istituto da parte dei docenti referenti del “Volta” presso le sedi degli Istituti di primo grado;
  •           visite guidate presso il nostro Istituto da parte di classi terminali della Scuola secondaria di primo grado;
  •           attivazione dell’azione progettuale “Orientamento con le scuole medie” (si veda alla specifica sezione PROGETTI E AZIONI);
  •           parte dell’azione progettuale “Divulgazione Scientifica”;
  •           incontro fra docenti dell’Istituto e insegnanti della Scuola secondaria di primo grado;
  •           disponibilità a colloqui individuali di orientamento da parte del Dirigente, e dei suoi Collaboratori.

Nei confronti dei propri alunni l’Istituto pone in essere le seguenti attività orientative:

  •           eventuale riorientamento dei ragazzi di classe prima e seconda con colloqui individuali;
  •           iniziative di presentazione delle articolazioni di studio agli studenti di classe seconda;
  •           partecipazione alle iniziative di orientamento dell’Università di Trieste;
  •           partecipazione alle iniziative di orientamento degli ITS della regione;
  •           trasmissione agli studenti di classe quinta delle iniziative di promozione delle Università di Udine e Gorizia;
  •           colloqui di orientamento post diploma con docenti dell’Istituto;
  •           conoscenza delle diverse opportunità lavorative offerte dal titolo di studio e dal territorio, grazie anche ad attività connesse con l’alternanza scuola/lavoro.Per agevolare l’eventuale riorientamento degli allievi che dopo il primo biennio si accingono a frequentare l’articolazione prescelta, potranno venire organizzate specifiche attività, volte a far conoscere agli studenti delle classi seconde le caratteristiche dei diversi percorsi di studio, in caso di richiesta degli stessi studenti. Ai docenti di discipline tecniche che effettuino supplenze nelle classi seconde viene inoltre richiesto di utilizzare il tempo a disposizione presentando ai ragazzi qualche particolare aspetto inerente al settore presso il quale sono impegnati nell’attività di docenza.

Per quanto riguarda la scelta della Facoltà e del Corso di Laurea, l’Istituto aderisce alle iniziative proposte dall’Università di Trieste e trasmette agli studenti, per il tramite del docente cui viene assegnato specifico incarico, tutto il materiale promozionale fatto pervenire da altre università italiane.

Organizza inoltre, per gli studenti del secondo biennio e del quinto anno, incontri con docenti o studenti universitari su temi specifici che possono sollecitare l’interesse dei ragazzi e offre la disponibilità di tutti i docenti laureati a colloqui con gli studenti.

In relazione infine alla conoscenza delle diverse opportunità lavorative offerte dal titolo di studio e dal territorio l’Istituto organizza, per gli studenti del secondo biennio e del quinto anno, ma prioritariamente per le classi quinte, per il tramite del diretto coinvolgimento di alcuni docenti di discipline tecniche e dell’insegnante cui viene assegnata la specifica Funzione Strumentale, incontri con gli imprenditori, con il Collegio dei Periti, visite in azienda, percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro, adesione all’iniziativa “La fiera delle professioni” organizzata dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Friuli Venezia Giulia e dalla Camera di Commercio di Trieste, stage estivi presso aziende e libero professionisti, anche post diploma e via dicendo.

 

LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

L’Istituto, di cui si sono già detti gli importanti ruoli giocati in Provincia e Regione

 

 

rispetto al tema della Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, data la specificità dei diversi percorsi di studio, ritiene fondamentale far acquisire agli alunni una mentalità attenta a detta  sicurezza. Per questo motivo organizza in modo sistematico l’informazione e la formazione degli studenti in relazione al dettato normativo del D.Lgs. 81/2008, dei successivi Accordi Stato-Regioni dd. 21.12.2011, 

25.07.2012, 07.07.2016 e Normativa da essi richiamata.

Il personale dipendente e gli studenti, che per norma vengono equipararti ai lavoratori durante le attività laboratoriali, qualora non già formati, dovranno seguire i seguenti percorsi di formazione:

  •       formazione generale per tutti gli studenti e tutti i lavoratori (4 ore);
  •       formazione specifica per tutti gli studenti e tutti i lavoratori sottoposti a specifici rischi in quanto impegnati in attività laboratoriale o in ambienti di lavoro caratterizzati da rischi specifici (4 o 8 ore a seconda del reparto di impiego);
  •       formazione specifica aggiuntiva per i docenti individuati quali preposti (8 ore).

 

L’AMBIENTE

L'Istituto assume, quale filosofia sottesa a tutte le azioni educative, didattiche e progettuali, la logica del rispetto dell'ambiente, riprendendo il motto “Il VOLTA per l’ambiente” già proposto nei precedenti anni scolatici.

I docenti sono invitati a promuovere tale approccio  con tutte le modalità a loro disposizione, sviluppando in particolar modo le tematiche relative allo sviluppo eco-sostenibile, al risparmio energetico ed alle modalità di riduzione, recupero e riciclo dei rifiuti. In questo ambito si inseriscono anche la raccolta differenziata dei rifiuti, adottata già da anni nel nostro Istituto, ed i progetti di riqualificazione  delle aree esterne, con la realizzazione di un’aula verde.


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