Passeggiata joyciana
Il giorno 14 febbraio la 4 ACAT ha aderito ad una interessante attività didattica, ovvero una passeggiata joyciana in città che si è conclusa con la visita del Politeama Rossetti.
La passeggiata è iniziata davanti al Teatro Verdi alle ore 9.30.  Ad attendere la classe c'erano la prof.ssa Laura Pelaschiar, docente di Lingua e Letteratura inglese dell'Università degli Studi di Trieste,  nonché profonda conoscitrice dello scrittore dublinese Joyce e il prof. Paolo Quazzolo, docente di storia del Teatro presso l'università degli Studi di Trieste.
La visita prevedeva un itinerario guidato e illustrato a tappe su alcuni dei percorsi abituali di Joyce nella Trieste dei primi anni del Novecento: dal Teatro  Verdi alla Sala Auditorium ( ex sede del Teatro Stabile di Trieste poi ribattezzato del FVG), poi una sosta davanti al Teatro Filodrammatico in via degli Artisti, così pure in Piazza Goldoni rievocando le antiche spoglie dell'ubicazione del Teatro Armonia e poi, per avviarci alla conclusione, attraverso il Viale XX settembre fino al Politeama Rossetti. Tutti luoghi che hanno coinvolto la vita teatrale triestina e la figura di Joyce in città.
Quella che il prof. Quazzolo assieme alla sua collega Laura Pelaschiar hanno proposto alla classe 4ACAT è stata un'attività organizzata dall'Immaginario scientifico come un esempio di "turismo narrativo". "Si tratta di una nuova formula di fruizione degli spazi turistici cittadini che è ancora in fase di studio - racconta il prof. Quazzolo - e  siamo i capofila di un gruppo di ricerca che all'Università sta ragionando su questa interessante formula di riappropriazione del territorio. In poche parole si tratta - continua il prof. Quazzolo - non tanto di soffermarsi a descrivere minuziosamente le caratteristiche architettoniche di una piazza o di un edificio, ma di  coinvolgere l'uditorio a capire quanto quei luoghi evocano a livello letterario, storico e culturale. Ecco che allora anche un "non luogo" che apparentemente non avrebbe nulla di interessante da comunicare, diviene un mezzo capace di evocare personaggi e di raccontare storie." 
In effetti sin da subito la nostra tappa davanti alla Sala Auditorium è stata proprio un esempio concreto di questa nuova modalità di vivere i percorsi cittadini. Così pure è stata un'emozione immaginare un teatro che non esiste più e alla fine non sono mancate sorprese nel poter curiosare, dietro ai tendaggi, le quinte del Politeama Rossetti con tutto il sistema di carrucole e cordami necessari a realizzare in pochi attimi i cambi di scena. Gli alunni della sezione costruzioni hanno potuto conoscere e apprezzare, oltre alla storia, anche le peculiarità architettoniche dell'edificio, così versatile e aperto ad una cittadinanza da sempre considerata attenta e appassionata di teatro e spettacoli. 
Dunque, un'esperienza altamente formativa e didatticamente utile per anticipare alcuni contenuti del prossimo anno. 

Prof.ssa Chiara de Manzano

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